Una fantastica recensione di “Torre di controllo” a cura di Ferdinando Pastori su Thrillerpage

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«Ritmo. La prima parola che mi viene in mente per definire “Torre di controllo”. Qualcosa di potente, però. Techno-hardcore da almeno 180 battiti per minuto. Casse potenti, synt e groove elettrizzanti. Aggiungiamo una trama solida e tenuta saldamente in mano da Foderaro, un protagonista maledetto quanto basta da diventare irresistibile, dei comprimari che a volte riescono addirittura a rubargli la scena (Miranda su tutti) e gli ingredienti ci sono tutti. Un cocktail piacevole e dissetante, con quelle punte amarognole che non infastidiscono, ma al contrario stimolano il palato. Il cattivo di turno è veramente cattivo e il buono ha qualche scheletro nell’armadio che preferirebbe dimenticare anche se, proprio grazie al suo turbolento passato, ha deciso di cambiare vita. E poi…c’è Milano. Location perfetta per la storia. Ma non la città che corre e suda, dedita allo shopping e all’happy hour, bensì una Milano vagamente defilata, ai margini e che, a tratti, sembra volersi chiudere su se stessa per proteggersi da ospiti indesiderati. Da leggere, magari ascoltando “The Brother Marquiz” di MarQuiz De Sade.»

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