“I frutti del buio”. (Racconto pubblicato su Thriller Magazine) – Dedicato a chi crede di bastarsi

I FRUTTI DEL BUIO cover WEB

La storia è ambientata nell’imponente quartiere di Shinjuku (新宿区; -ku), a Tōkyō, dove ho alloggiato per un po’, e affronta un tema molto sentito in Giappone: quello degli hikikomori (引き篭り, letteralmente «stare in disparte, isolarsi»).

Giu in Shinjuku

Gli hikikomori sono coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento a causa di vari fattori personali e sociali delle loro vite. Il termine fu coniato dal Dott. Saito quando cominciò a rendersi conto della similarità sintomatologica in un numero sempre crescente di adolescenti che mostravano letargia, incomunicabilità e isolamento totale.

Il Ministero della Salute giapponese definisce hikikomori coloro che si rifiutano di lasciare le proprie abitazioni e lì si isolano per un periodo che supera i sei mesi. Mentre il livello del fenomeno varia su una base individuale, nei casi più estremi alcune persone rimangono isolate per anni o anche decenni. Spesso gli hikikomori iniziano rifiutandosi di andare a scuola: questi ultimi in giapponese sono definiti futōkō (不登校); un termine più antico è tōkōkyohi (登校拒否).

Il titolo della storia nasce da una conversazione telefonica avuta diverso tempo addietro con una scrittrice milanese, mentre la meravigliosa tavola riportata in alto è stata realizzata appositamente per questo racconto dalla mia illustre illustratrice torinese Darinka Mignatta.

Darinka disegna Sauro (I frutti del buio)

Leggi il racconto su:

http://www.thrillermagazine.it/racconti/12405/

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1 commento

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Una risposta a ““I frutti del buio”. (Racconto pubblicato su Thriller Magazine) – Dedicato a chi crede di bastarsi

  1. Soggetto interessante e bella copertina. Ripasserò per la lettura.